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Sguardi

Crediti dell'opera

Gianluigi Mattia

grafite su carta intelata 150x100

Storytelling dell’opera

Audiodescrizione dell’opera

Video in lingua dei segni italiana (LIS)

Descrizione dell’opera

Gianluigi Mattia è un pittore e scultore italiano. Nasce a Venaria Reale e dopo aver frequentato il liceo artistico a Torino, si iscrive all'Accademia Albertina, dove è allievo di Felice Casorati. Si diploma in scenografia. Nel 1961 presenta la sua prima esposizione personale presso il Circolo degli artisti di Torino. Si trasferisce a Roma nel 1963 e per tre anni lavora come assistente con lo scenografo Ezio Frigerio, continuando la sua attività di pittore.  Nel 1967 inizia la sua attività di docente in alcune Accademie di Belle Arti italiane (Bologna, Firenze e Roma). Dal 1988 sperimenta vari linguaggi come l’Arte Povera, il Minimalismo, il Concettuale, senza mai abbandonare le regole del disegno figurativo. Il critico Simongini lo definisce -un colto e raffinato artista che nei suoi piccoli disegni rappresenta la sua anima trasformista ed onirica. Un artista capace di “giocare” con le materie proprio perché la materia sa illusionisticamente crearla attraverso la pittura-.

La sua instancabile visionarietà che estende alla scultura, in particolare a quella installativa, conferma una sua forte adesione alla fisicità dell’immagine e del linguaggio, sfociando spesso in un linguaggio di contaminazione, simile al New-Dada statunitense. L’artista stesso si definisce un “new dada ma italianizzato”. Nella prima metà degli anni Novanta utilizza  un tipo di pittura che unisce agli  elementi della natura una dimensione surreale e misteriosa. Nei lavori più recenti l’artista sperimenta linguaggi diversi, mostrando i possibili intrecci ( connessioni) tra territori, sia fisici che mentali.

L’opera realizzata su uno sfondo bianco presenta pochi elementi. Le forme nere sfumate rappresentano delle presenze: un occhio aperto, uno semichiuso, una bocca a sinistra di in nero più intenso; sulla destra, invece una figura umana inchinata. Ci sono inoltre linee curve e rette, tratteggiate, che si interrompono. Sulla tela sono presenti delle macchie di colore in alto a destra e in basso a sinistra. Tutti gli elementi sono disegnati con grafite su carta intelata, permettendo la sfumatura delle figure. La leggerezza del gioco combinatorio dei segni e dei materiali è resa dalle diverse intensità del tratto. Quest’opera conferma quanto il disegno rigoroso proveniente dalla sua preparazione accademica e dall'influenza del suo maestro Felice Casorati sia determinante nella sua arte, il tutto in una cornice essenziale e minimale dei pochi elementi su uno sfondo bianco.

Immagini dell’opera