Mexico
Crediti dell'opera
Enrico Luzzi
tecnica mista su tavola 120x80
Storytelling dell’opera
Audiodescrizione dell’opera
Video in lingua dei segni italiana (LIS)
Descrizione dell’opera
Enrico Luzzi nasce nel 1950 a Roma, dove ha frequentato il liceo artistico e l’Accademia di Belle Arti. Durante la sua formazione ha avuto modo di conoscere le novità nel mondo dell’arte frequentando artisti e gallerie d’arte. Si è ispirato ad una molteplicità di correnti artistiche, che vanno dall’arte del 1200-1300 per arrivare all’arte contemporanea del 1900. Negli anni 80 nasce un gruppo di artisti, chiamato Nuova Scuola Romana che propone un “ritorno alla pittura" tradizionale, in opposizione alle tendenze artistiche degli anni 50, 60, 70 (minimalismo, arte concettuale, performance, arte povera), di cui Luzzi fa parte. L’arte grafica e pittorica dell’artista si basa su forme e figure, quasi sempre sagome ritagliate, solitarie, che sembrano provenire dal mito, e che diventano protagoniste dell’opera in quanto lo sfondo è quasi sempre mancante. Luzzi, per la realizzazione di quest’opera, afferma di essersi ispirato ai quadri metafisici di de Chirico dalle le nature morte di Morandi, dai sacchi di Burri.
L’opera è stata ispirata da un viaggio che l’artista ha fatto in Texas, al confine con il Messico. Durante il viaggio resta colpito dai cartelli stradali gialli dove compare al centro la sagoma nera di una famiglia che corre. Questi segnali stradali americani avvertono gli automobilisti della presenza di immigrati in fuga verso gli Stati Uniti.
L'artista dichiara di aver provato molta rabbia di fronte a questa scena e di aver deciso di trasformare l'immagine in un simbolo di drammaticità e attualità, che non riguarda solo quel confine tra gli Stati Uniti e il Mexico ma anche l'Italia e l'Europa.
Questa immagine diventa un tema ricorrente, quasi ossessivo, nella pittura di Luzzi. Sullo sfondo delle sue opere appaiono spesso case o come li definisce l’artista, “scheletri” di edifici, che simboleggiano sia l'inizio di una costruzione che l'abbandono.
L’opera é stata realizzata con tecnica mista: carta da pacchi incollata sulla tavola e il disegno effettuato con matite conté (matite di tutta grafite ad alta concentrazione di pigmento, che offrono un’ottima sfumabilità).